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Celebrazione ecumenica 2017: L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione

Celebrazione ecumenica 2017

L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione” (2 Cor 5, 14-20)

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un momento della celebrazione – 22.01.2017

Che cos’è l’ecumenismo? A partire dalla preghiera sacerdotale di Gesù “Che tutti siano una cosa sola”(Gv 17) ci sentiamo spinti a pregare per l’unità di tutti i Cristiani, cioè di quanti sono battezzati nel nome di Gesù Cristo, pur essendo, per motivi storici, di “confessioni” diverse.

Già dal 2003, a Vidor si realizza, durante la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, una Veglia Ecumenica, che ha visto nel corso degli anni l’avvicendarsi di responsabili di varie Chiese presenti nel nostro territorio, i quali hanno offerto la loro testimonianza di vita di fede.

Qualcuno ricorda che l’esperienza è nata dalla richiesta di alcune badanti di potersi incontrare tra loro e anche con noi. Si è così pensato a una preghiera condivisa e, allo stesso tempo, a un momento di convivialità che ha coinvolto la nostra comunità e vari stranieri, sia cattolici che anche di altre confessioni cristiane.

Nel corso degli anni gli stranieri son stati invitati personalmente dal gruppo missionario e in questo modo si è creata una bella amicizia.

Quest’anno, accanto a don Livio, era presente il prete della chiesa ortodossa romena (di Asolo), padre Iulian Monteanu che ha proposto una riflessione sul Vangelo del Padre misericordioso che accoglie il figlio prodigo. Ha pure salutato con molto piacere le comunità ucraine, rumene e russe, alle quali si sentiva particolarmente legato (lui è di origine moldava).

Seguendo il sussidio ecumenico che ha messo in risalto i 500 anni dalla Riforma luterana, la prima parte della Veglia è stata una liturgia penitenziale. Nella propria lingua (in serbo, ucraino, spagnolo, russo, polacco, inglese, rumeno, portoghese) diverse persone hanno chiesto perdono per i vari peccati di divisione rappresentati da dodici mattoni che sono stati disposti in modo da formare un muro.

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un momento della celebrazione – 22.01.2017

Dopo le letture e l’omelia il muro è stato smantellato e con gli stessi mattoni è stata formata una croce, per indicare come l’amore di Cristo riesca a sanare le divisioni prodotte dai nostri peccati.

Si è raggiunta un’atmosfera di intensa preghiera corale. Il tutto favorito anche dal coro parrocchiale, che ha accompagnato la celebrazione con canti adeguati e coinvolgenti.

Al rinfresco, seguito presso i locali della canonica, si sono pure aggiunte alcune famiglie musulmane provenienti dal Marocco e dalla Macedonia. La comunità ucraina ha allietato i partecipanti con un canto natalizio.

La Veglia realizzata a Vidor domenica 22 gennaio è stata, a detta di vari partecipanti, un momento molto toccante. Gli stranieri presenti tra noi hanno manifestato la loro gioia e gratitudine per questo appuntamento.

Forse non ci rendiamo conto della bellezza e opportunità di questa esperienza di Vidor, unica nel suo genere: infatti, non ci sono altre parrocchie in diocesi che realizzino questo tipo di celebrazione, espressione di Chiesa viva e accogliente, che si lascia animare dallo Spirito Santo.

don Livio e il Gruppo Missionario

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