Il “Sì!” gioioso di fra Massimiliano

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Sabato 7 ottobre scorso, nel Santuario della Visione a Camposampiero (PD), fra Massimiliano Patassini ha pronunciato il suo “Sì!” per sempre al Signore nell’ordine dei frati fondato da San Francesco d’Assisi. Con questa professione fra Massimiliano ha fatto voto di “vivere per tutto il tempo della sua vita in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità” secondo la Regola dei Frati Minori Conventuali, che si è impegnato a osservare fedelmente.
Massimiliano è originario di Colbertaldo, ha 34 anni, ha conseguito la laurea specialistica in matematica nel 2007 e il dottorato di ricerca nel 2011; dopo un percorso di ricerca vocazionale francescano, ha vissuto due anni di postulato a Brescia, un anno di noviziato ad Assisi e quattro anni presso il convento Sant’Antonio Dottore a Padova, dove ha approfondito lo studio della teologia e prestato anche altri servizi utili alle comunità del territorio. Da settembre vive nel convento di Camposampiero, dove ha il compito di seguire la pastorale giovanile e vocazionale presso l’Oasi Giovani della Casa di Spiritualità dei Santuari Antoniani.

Caro Massimiliano, la tua Professione è stata una benedizione per tutta la comunità, un momento emozionante per tutte le persone che ti hanno accompagnato, sia fisicamente sia con la preghiera: tu come lo hai vissuto?
«Anche per me è stato un momento molto emozionante, accentuato dal fatto che ero il solo frate a fare la professione religiosa e, quindi, mi sentivo un po’ gli occhi degli altri su di me. Tuttavia, ho cercato di vivere questa celebrazione come un’occasione di incontro con il Signore Gesù… e così ho sperimentato che, attraverso i semplici gesti che abbiamo compiuto (ad esempio: la prostrazione durante la preghiera delle litanie, il tenere le mani in quelle del ministro provinciale che ha accolto la mia professione, l’abbraccio fraterno di accoglienza nella fraternità), il Signore mi fa sentire la sua presenza prendendosi cura di me. È stato pure molto bello incontrare tante persone e vedere la gioia nei loro volti, anche la commozione talvolta… sentirsi dire da qualcuno che poche volte aveva vissuto un’emozione così mi fa pensare che davvero il Signore si è fatto presente».

Come sei arrivato a questa scelta così importante?
«Il percorso di ricerca nella fede per me è un’avventura che è iniziata già quando avevo 16 anni, durante un pellegrinaggio in Polonia con il seminario diocesano. Dopo un bel po’ di tempo, nel 2009, ho deciso di vivere un momento di ritiro e ho trovato la proposta di un campo per giovani ad Assisi. Lì sono entrato in contatto con i frati e ho potuto apprezzare il loro stile gioioso, semplice e accogliente; dopo aver frequentato per un anno un percorso di discernimento con i frati di Padova, ho deciso di provare a vivere questa vita, perché mi attraeva la possibilità di spendermi per gli altri e per il Signore. Il percorso di formazione è stato lungo e bello, anche se ci sono stati momenti di fatica, nei quali ho potuto però riconoscere il volto del Signore che sempre mi ha accompagnato. Per questo sono arrivato a pronunciare la mia professione il 7 settembre del 2013. Quello che abbiamo vissuto sabato 7 ottobre è semplicemente la conferma definitiva di quanto avevo già promesso».

Perché proprio i Frati Minori Conventuali?
«Mi ha sempre affascinato la figura di San Francesco per la sua umiltà, lo spirito di servizio e per il fatto che, come Giovanni Battista, indica il Signore Gesù. La particolare famiglia francescana a cui ora appartengo l’ho trovata incontrando questi frati sul mio cammino. Mi hanno accolto e hanno provveduto alla mia formazione; non mi hanno fatto mai mancare nulla per quanto riguarda l’aiuto fraterno, umano, psicologico, spirituale. Non posso che ringraziarli e camminare con loro su questa strada che sento la mia».

Ci racconti un po’ la vita di un frate? Come si svolgono le tue giornate?
«In questo tempo sono un frate studente, per questo una delle mie occupazioni maggiori è lo studio. Di solito mi alzo verso le 5.30 – abbastanza prima del primo momento comunitario (la messa delle 7.00) – per aver tempo per pregare, per ascoltare ciò che il Signore oggi vuole dirmi attraverso la sua Parola. Alle 8.45 iniziano le lezioni (presso la facoltà teologica a Padova) che finiscono alle 12.15. Dopo il pranzo, il pomeriggio è dedicato allo studio o ad altre attività (da quest’anno mi occupo, insieme a fra Salvatore, dell’Oasi Giovani di Camposampiero); infine alle 19.00 abbiamo la preghiera comunitaria e alle 20.00 la cena. In serata ci possono essere degli impegni oppure si può stare un po’ tra frati a far due chiacchiere».

Sei cresciuto nella parrocchia di Colbertaldo, impegnandoti anche in diversi servizi, tra i quali ricordiamo il catechismo e l’animazione dei gruppi giovanili. Cosa ha significato per te la vita in parrocchia? C’è qualcosa che vorresti dire alle persone delle nostre comunità e, in modo particolare, ai giovani?
«La vita in parrocchia è stata una grande occasione di servizio verso gli altri ma, ancor prima, un’occasione per comprendere sempre di più quanto è importante l’altro nella mia vita. Le persone che abbiamo a fianco sono un segno della presenza di Dio… difficile talvolta, ma anche gioioso e bello. Credo che spesso noi siamo presi da tante cose che facciamo, che ci piacciono, che ci appassionano, che sono anche molte belle, magari utili, magari che ci danno felicità… ma non sono capaci di darci la vita. Niente, in questo mondo, è capace di darci la vita… solo il Signore, solo Dio veramente ci dà la vita: per questo è importante che lo cerchiamo o meglio, che ci lasciamo trovare da Lui… così la vita prende davvero sapore e bellezza».

processione iniziale
prostrazione
professione solenne nelle mani del Ministro Provinciale, fra Giovanni Voltan
solenne consacrazione
abbraccio fraterno
ringraziamenti finali
foto di gruppo al termine della celebrazione
fra Massimiliano con un gruppo di giovani delle parrocchie di Colbertaldo e Vidor
Le foto sono state gentilmente concesse dai frati della Provincia Italiana di Sant’Antonio di Padova.

Per vedere l’album completo clicca qui

Intervista a cura di Laura Dal Molin

 

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